
- DIRITTO DEL LAVORO: DOMANDE E RISPOSTE -
Con questa rubrica si vuole illustrare il diritto del lavoro della Rep. ceca, prestando particolarmente attenzione al rapporto di lavoro subordinato.Sono state selezionate alcune voci, poste in ordine alfabetico, che verranno periodicamente aggiornate.
Assistenza e previdenza
Che cosa significa principio di territorialitá in materia previdenziale?
E´un importante principio, stabilito dalla normativa europea, in forza del quale, salvo eccezioni, la contribuzione e le relative prestazioni previdenziali ed assistenziali sono disciplinate dalla legge del Paese in cui il lavoro viene prestato. In questo modo il lavoratore italiano che si trasferisce per lavorare in Rep. ceca, al fine di evitare una doppia imposizione previdenziale, vedrá applicarsi la legislazione ceca. Sono previste eccezioni al principio della territorialitá, permettendosi in alcuni casi al lavoratore di mantenere la copertura previdenziale nel Paese di origine. (vedi voce: Distacco del lavoratore italiano in Rep. ceca).Nel caso di permanenze prolungate comportanti l´assolvimento dell´obbligo contributivo sulla base del principio della territorialitá, gli accordi internazionali prevedono un sistema di salvaguardia delle aspettative pensionistiche in presenza di contribuzioni versate in Paesi diversi: grazie ad un meccanismo chiamato di c.d. totalizzazione, il lavoratore puo´accedere al pensionamento pur non avendo raggiunto nel singolo Paese i requisiti di anzianitá contributiva. (2-2009)
Che cosa é la totalizzazione dei periodi assicurativi e come funziona?
La totalizzazione consiste nel cumulo fittizio dei contibuti allo scopo di stabilie se siano stati aggiunti i requisiti contributivi in ciascuno dei due Stati contraenti, i quali comunque corrispondono parzialmente (c.d. pro rata) a prestazioni sulla base dei soli contributi da loro acquisiti.Le diverse legislazioni nazionali vengono quindi coordinate evitando che i periodi assicurativi considerati separatamente non facciano sorgere alcun diritto a prestazioni. Dal momento che si tratta di una riunificazione fittizia dei contributi, questa operazione non consente il pagamento di un´unica pensione. La totalizzazione prevede il calcolo da parte dell´ente di competenza di ciascun Stato membro di una pensione virtuale, cioé della pensione che l´interessato avrebbe avuto diritto se tutti i periodi di assicurazione fossero stati compiuti nello Stato membro in questione, L´ente risponde quindi del pagamento di un pro-rata, cioé dell´importo ottenuto riducendo la pensione virtuale in proporzione ai periodi di lavoro effettivo svolto nello Stato membro.La totalizzazione é possibile quando in ciascun Paese risulta versato un periodo minimo di contribuzione che, con riferimento ai Paesi ai quali si applicano i regolamenti comunitari, é di 1 anno. Il periodo assicurativo che non puo´essere totalizzato in un Paese contraente (perché inferiore a un anno) viene preso in considerazione dall´altro Paese. Generalmente la totalizzazione non opera in un Paese quando, con i soli contributi ivi versati, é stato giá raggiunto un diritto autonomo alla pensione, anche se nell´altro Paese é necessaria la totalizzazione per poter maturare un diritto pensionistico. Nel primo Paese si avrá una pensione autonoma, nel secondo un pro-rata. (2-2009)
Assunzione e ufficio di collocamento
Contratto di lavoro
Come e quando é possibile utilizzare il codice civile con riferimento ai rapporti di lavoro?
Il codice civile é possibile utilizzarlo solo nei casi espressamente consentiti dal codice del lavoro. Per esempio, é disciplinato dal codice civile la condizione giuridica dei datori di lavoro che siano persone giurdiche oppure la rappresentanza (chi agisce in nome e per conto altrui). (2-2009)
Cosa é un contratto di lavoro?
Il contratto di lavoro regola il rapporto tra dipendente e datore di lavoro e secondo l´art. 34 cod. lavoro esso deve contenere:- il tipo di lavoro che il dipendente deve svolgere- il luogo o i luoghi di esecuzione della prestazione lavorativa- il giorno di inizio del rapportoSi tratta di elementi che necessariamente devono essere concordate, diversamente il rapporto non puo´ venire in essere. Possono essere concordate naturalmente ulteriori condizioni secondo le esigenze delle due parti. Nel caso in cui venissero conconcordati contenuti in contrasto con le leggi sul lavoro, queste condizioni non avrebbero efficacia, ma la loro inefficacia non coinvolgerebbe le restanti clausole del contratto, il quale rimarrebbe valido.
(2-2009)
Il contratto di lavoro deve essere in forma scritta?
Il datore di lavoro é obbligato a stipulare il contratto in forma scritta e una copia deve essere consegnata al lavoratore (art. 34 cod. lav.). Tuttavia la perentorietá di questa disposizione é attenuata dal fatto che non c´é una norma che impone la invaliditá del rapporto di lavoro nel caso in cui sia stipulato oralmente o per fatti concludenti. Tale invaliditá opera solo quando espressamente il codice del lavoro prevede la forma scritta. Per esempio l´accordo circa il periodo di prova deve espressamente rivestire la forma scritta (art. 35).
(2-2009)
Quando siamo in presenza di un lavoro dipendente?
Il lavoro dipendente (art. 2 comma 4 codice del lavoro) intercorrente tra un dipendente e un datore di lavoro si caratterizza per alcuni elementi specifici.Il lavoro viene svolto:a- personalmente dal dipendente per il datore di lavorob - secondo le direttive del datore di lavoroc - in nome del datore di lavorod - in cambio di una retribuzione o altro compensoe – durante un orario di lavoro prefissato o concordatof –nel luogo di lavoro del datore di lavoro o in altro luogo concordatog – sotto la responsabilitá del datore di lavoroSi considera lavoro dipendente anche il lavoro temporaneo assegnato al lavoratore da una agenzia di lavoro, lavoro da svolgersi in favore di un datore di lavoro terzo. (3-2009)
Quali rapporti lavorativi possono essere utilizzati in Rep. ceca per assumere dipendenti ?
Il codice del lavoro conosce tre rapporti di lavoro con i quali é possibile assumere e sono:
-pracovní poměr -vztah založený dohodu o pracovní činnosti- -vztah založený dohodu o provedení práceIl codice non contempla altri tipi di rapporto e nel caso in cui nella prassi si presentassero altri rapporti (es. lavoro occasionale, ecc), é sempre necessario ricondurre questi diversi rapporti in uno dei tre contratti sopra citati.(3-2009)
Chi puo´essere datore di lavoro?
Puo´essere qualsiasi persona fisica o giuridica. Con riferimento a queste ultime non vi sono limitazioni di sorta (es. con riferimento alle societá commerciali, non é necessario adottare una specifica ragione sociale). La persona giuridica spende il suo nome nel rapporto giuridico e si assume le responsabilitá derivanti dal contratto di lavoro.Con riferimento alle persone fisiche, la capacitá di esercitare i diritti e assumere gli obblighi derivanti dall´essere datore di lavoro é collegata all´acquisto della maggiore etá (18 anni). Nel caso in cui la persona fisica diventi imprenditore ad etá inferiore, un rappresentante legale (tutore) rappresenterá il minore.(3-2009)
Chi puo´essere assunto come dipendente?
La capacitá per le persone fisiche di avere diritti nei rapporti di lavoro e di assumersi i relativi obblighi, sorge il giorno in cui la persona compie 15 anni (art. 6 cod. lav.).Il lavoro degli adolescenti di etá inferiore ai 15 anni che non sono arrivati a concludere l´obbligo scolastico é vietato. Chi ha compiuto 15 anni puo´accordarsi e firmare un contratto di lavoro ma nel caso in cui non abbia assolto gli obblighi scolastici, non puo´iniziare a lavorare. (3-2009)
Contratti collettivi
Dimissioni
Quando il lavoratore puo´dare le dimissioni? Il lavoratore puo´dare le dimissioni anche senza dare una motivazione.Le dimissioni devono essere scritte, chiare e devono essere notificate al datore di lavoro.E´sufficiente scrivere l´indirizzo, il nome del datore di lavoro, la dicitura „davám výpověd“ , sottoscrivere tale dichiarazione e notificare al datore di lavoro. Il rapporto finirá allo scadere del preavviso contrattualmente concordato.
(11- 2009)
Come devono essere notificate al datore di lavoro le dimissioni ? Il lavoratore consegna generalmente la lettera di dimissioni al datore di lavoro nel luogo di lavoro stresso. Su richiesta del lavoratore, il datore di lavoro é obbligato a rilasciare una ricevuta che attesti la consegna ed il relativo ricevimento.
Il codice del lavoro inoltre regola la notifica per mezzo dei servizi di comunicazione eltettronica. Ma non regola la notifica mediante i servizi postali. Si é dell´avviso che il lavoratore puo´notificare le dimissioni anche a mezzo posta.
(11- 2009)
Diritto comunitario
Quali principi regolano l´ingresso e il soggiorno in uno Stato appartenente alla Unione Europea quando si é cittadino italiano?
Ai lavoratori cittadini di uno Stato membro della UE (es. Italia) é riconosciuto il libero accesso e il libero soggiorno in ciascun Stato membro (es. Rep. ceca) per lo svolgimento di un´ attivitá lavorativa. Non solo: é riconosciuto il diritto di lavorare in condizioni di non discriminazione rispetto ai lavoratori cittadini dello Stato ospitante.
(2-2009)
L´ingresso e il soggiorno in Rep. ceca da parte di un cittadino italiano sono subordinati al possesso preventivo di un contratto di lavoro?
No. Per fare ingresso in Rep. ceca non é necessaria alcuna procedura di autorizzazione o assunzione ma é sufficiente che il lavoratore presenti un documento di identitá da cui risulti la nazionalitá di un cittadino comunitario.Allo scopo di garantire il diritto di soggiorno é previsto il rilascio di un documento identico per tutta la UE: la carta di soggiorno di cittadino comunitario. E´ valida almeno 5 anni ed é obbligatoria solo quando la permanenza, per attivitá lavorativa o ricerca di occupazione, supera tre mesi. L´attivitá lavorativa, autonoma o subordinata, puo´comunque essere iniziata in attesa del documento.
(2-2009)
Discriminazioni
Distacco del lavoratore italiano in Rep. ceca
Che cosa é il distacco?
Il distacco si ha quando un datore di lavoro (distaccante, es. impresa italiana), per proprie esigenze produttive, pone temporaneamente uno o più suoi lavoratori (distaccati) a disposizione di un altro soggetto (distaccatario, es. succursale, filiale della impresa italiana in Rep. Ceca oppure impresa ceca) per l'esecuzione di una determinata attività lavorativa.
(2-2009)
Che disciplina si applica al lavoratore italiano distaccato in Rep. Ceca?
L´azienda che distacca il lavoratore in Rep. Ceca continua ad applicare al rapporto tutta la normativa italiana in materia di disciplina contrattuale individuale. Tuttavia l´impresa deve osservare le disposizioni inderogabili della Rep. Ceca (es. le norme in tema di pagamento ai lavoratori della retribuzione minima fissata dal contratto collettivo ceco purché dette norme del contratto collettivo siano sufficinetemente chiare e precise). La normativa comunitaria (direttiva CE 96/71) ha fissato alcuni principi in materia di distacco di lavoratori allo scopo di assicurare una normativa comunitario, di principio, uniforme. Spetterá ai singoli ordinamento fissare norme che diano attuazione a questi principi. Ai lavoratori comunitari distaccati in Rep. Ceca, quindi anche a quelli italiani, si applica la legislazione ceca attuativa della direttiva sopra citata ovverosia l´art. 319 codice del lavoro. Per i lavoratori, per esempio cechi, distaccati in Italia, troverá invece applicazione in Italia il d.lgs 72 del 2000.
(2- 2009)
Che regime previdenziale si applica al lavoratore distaccato?
Con riferimento al regime previdenziale, il lavoratore distaccato, pur operando all´estero, ha diritto di mantenere il regime previdenziale di provenienza (Italia), purché il distacco non superi i 12 mesi.Il periodo di distacco puo´essere prorogato per altri 12 mesi e la proroga deve essere autorizzata dalla autoritá competente nel Paese comunitario presso il quale il lavoratore viene distaccato. Per motivi eccezionali é possibile ulteriormente prorogare il distacco che in ogni caso non potrá superare i 5 anni complessivi. L´INPS é tenuto a rilasciare al lavoratore assicurato, su richiesta del lavoratore o del datore di lavoro, un documento chiamato certificato di distacco che ha la funzione di attestare il permanere dell´obbligo assicurativo nel regime previdenziale italiano e quindi di evitare la doppia imposizione contributiva.
(2-2009)
In tema di assistenza sanitaria, che regime si applica al lavoratore distaccato ?
Nei Paesi UE é necessario dimostrare di avere diritto alla assistenza sanitaria pertanto é necessario presentare una tessera sanitaria europea. Il lavoratore in regime di distacco riceverá le prestazioni sanitarie in Rep. ceca con le modalitá in vigore nel medesimo, ma l´onere della prestazione é sostenuto dagli Enti italiani ai quali il lavoratore é iscritto. Con le stesse modalitá previste per i lavoratori in patria, l´INPS o il datore di lavoro, mediante anticipazione e successivo conguaglio con i contributi dovuti, provvedono all´erogazione delle indennitá economiche di malattia (o maternitá) a condizione che adeguata certificazione medica sanitaria venga inviata dal lavoratore all´INPS ed al datore di lavoro nei termini previsti dalla legge italiana.
(2-2009)
Ferie
Festività
Infortunio e malattie professionali
Lavoro a tempo determinato
Lavoro autonomo
Licenziamenti
Che cosa é il recesso (vypověd)?
Il recesso é la piú frequente modalitá di interruzione del rapporto di lavoro. E´un atto unilaterale che deve assumere la forma scritta e deve essere notificata alla controparte, pena la sua invalitditá.Chi recede deve dare un preavviso che é, sia per il lavoratore sia per il datore di lavoro, di 2 mesi. Nel contratto individuale, in quello collettivo o in un accordo speciale, puo´essere stabilito anche un periodo piu´ lungo.Il preavviso inizia a decorrere il primo giorno del mese successivo a quello nel quale é stato comunicato il recesso.Se il recesso é stato, per esempio, comunicato il 20 aprile, allora inizia a decorrere il 1 maggio.
(11- 2009)
A quali condizioni il datore di lavoro puo´ licenziare?
La posizione giuridica del datore di lavoro con riferimento al licenziamento é relativamente piu´complessa. Accanto alle stesse condizioni poste in capo ai lavoratori quando vogliono recedere (le dimissioni devono essere scritte, chiare, comprensibili e devono essere notificate), ecco che il recesso del lavoratore (detto altrimenti, licenziamento) deve soddisfare una serie ulteriori condizioni.La più importante di queste è che il datore di lavoro può comunicare il licenziamento solo per motivi esplicitamente indicati nell'art. 52, lett. da a) fino a g), del Codice del lavoro.
L´indicazione di una ragione diversa comporta l´invaliditá del licenziamento.
La ragione deve essere esplicitamente indicata in modo tale che non possa esserci confusione con un altro motivo di recesso. Il motivo del licenziamento non può essere modificato successivamente.
Se il datore di lavoro vuole licenziare il lavoratore a causa di una violazione degli obblighi imposti dalla normativa in materia di lavoro,allora deve farlo entro due mesi dalla data in cui é venuto a conoscenza della violazione e per le violazioni commesse all´estero dal lavoratore, deve dare il licenziamento entro due mesi dopo il ritorno dall'estero ma in ogni caso entro 1 anno alla data in cui il motivo del licenziamento é venuto in essere (1 anno é un termine tassativo). (11- 2009)
Licenziamento individuale
Licenziamenti collettivi
Handicap
Malattia
Mansioni e qualifiche
E´ permesso destituire dalla funzione il capo dei dipendenti ? Nel contratto di lavoro o in altri accordi é possibile accordarsi con il capo dei dipendenti sulla sua possibile destituzione dalla funzione. Nell´accordo é possibile anche inserire una clausola in cui il capo dei dipendenti puo´rinunciare a tale funzione.L´accordo può essere concluso soltanto con il capo dei dipendenti. Se il datore di lavoro é una persona giuridica, l´accordo va fatto con l´organo statutario preposto ad amministrare la societá. Se il datore di lavoro é una persona fisica, allora l´accordo va fatto direttamente con il datore di lavoro (7/8 – 2009).
Chi puo´destituire ?
La destituzione da una funzione puo´essere svolta dall´organo statutario nel caso in cui il datore di lavoro sia una persona fisica e dal datore di lavoro stesso se costui é una persona fisica. La destituzione puo´essere con o senza motivazione.La destituzione deve essere fatta per iscritto e deve essere recapitata al personale. La destituzione ha effetto dal giorno del ricevimento, salvo che non sia nella lettera di destituzione fissato un giorno diverso. In ogni caso non puo´ avere un effetto retroattivo.
Il potere di revoca del capo del personale delle funzioni non può essere trasferito ad un'altro soggetto diverso da quelli sopra indicati. Per esempio in una s.p.a. il potere spetta al Consiglio di amministrazione mentre in una s.r.l. spetta all´amministratore (7/8 – 2009).
Quali diritti ha il dipendente destituito ?
Il datore di lavoro è obbligato a proporre al destituito il reimpiego in altri lavori corrispondente al suo stato di salute e qualifiche. Se il datore di lavoro non ha una posizione adatta per il destituito o il destituito la rifiuta, il lavoratore non eseguirá la prestazione lavorativa ma avrá diritto a pagamento delle retribuzioni nel suo ammontare medio. Allo stesso tempo, egli può licenziare il lavoratore per i motivi indacati nell´art. 52 del codice del lavoro.
Maternitá e lavoro femminile
In cosa consistono le norme per il lavoro femminile ? In quali aspetti del lavoro intervengono ?
Le condizioni di lavoro delle donne sono oggetto di una serie di divieti e obblighi specifici per i datori di lavoro. Soprattutto sono regolate le condizioni di lavoro delle lavoratrici gestanti.Piu´ in particolare ci sono norme specifiche afferenti le seguenti materie:
a. divieti a svolgere alcune tipologie di lavoro:
- in generale lavori che devono essere svolti sottoterra come, per esempio, con riferimento all'estrazione di minerali o il lavoro in galleria, con l'eccezione delle donne che svolgono funzioni di gestione, servizi sanitari e sociali.
-lavori che mettono a repentaglio la loro maternità
-lavori per i quali, in base al parere di un medico, non è possibile far svolgere ad una donna in maternitá stante la sua specifica condizione.
b. trasferimento in un altro posto di lavoro.
c. i viaggi d'affari e i trasferimenti di sede
d. l'organizzazione dell´orario di lavoro
e. il congedo di maternità
f. le pause per l'allattamento
g. cessazione del rapporto di lavoro
Il trasferimento ad un altro lavoro é una scelta obbligata per il datore di lavoro di una lavoratrice gestante se il posto di lavoro occupato corrisponde a un lavoro vietato alle donne in gravidanza secondo un apposito decreto oppure si tratta di un posto di lavoro che, in base al parere di un medico, mette a rischio la gravidanza. Se il datore di lavoro non ha una valida alternativa, la donna non è tenuta a svolgere qualsiasi lavoro e il datore di lavoro è obbligato a provvedere al pagamento dei salari secondo le retribuzione medie.
Se la donna é incinta o trattasi di madre di un bambino con etá inferiore ai 9 mesi e lavora nel turno notturno, il datore di lavoro è tenuto a trasferirla ai turni diurni qualora vi sia una richiesta della medesima. Le donne in gravidanza possono essere inviate a lavorare al di fuori del distretto di residenza o di lavoro solo con il loro consenso. Il trasferimento ad un altro posto di lavoro da parte del datore di lavoro può accadere solo su loro richiesta.Se il dipendente si prende cura di un bambino di età inferiore ai 15 anni di età oppure si tratta di lavoratrici gestanti, il datore di lavoro é tenuto, salvo l´esistenza di gravi ragioni operative che devono essere motivate, ad assecondare la loro richiesta ad avere un orario ridotto o ad accedere a altra organizzazione del tempo lavoro.
I lavoratori che allattano il loro bambino hanno il diritto di ricevere una pausa per l´allattamnento
Il datore di lavoro non puo´ licenziare la lavoratrice nel periodo in cui é in gravidanza oppure quando é in congedo di maternitá o parentale. (4-2009)
In cosa consiste e quanto dura il congedo per la maternità?
In relazione al parto e la cura di un bambino appena nato, la lavoratrice ha diritto al congedo per la maternità. Il congedo di maternità di una donna di solito inizia a partire dalla sesta settimana anteriore alla prevista data di nascita.Il congedo di maternità non può mai essere inferiore a 14 settimane e non può in ogni caso terminare o essere interrotto prima della scadenza delle 6 settimane successive dalla data di nascita. La durata del congedo di maternità è determinato dal Codice del lavoro in:
- 28 settimane
- se una donna partorisce contemporaneamente 2 o più figli, il congedo di maternità è di 37 settimane
- se il bambino nasce morto, il congedo di maternità é di 14 settimane
- se il congedo pre-parto si esaurisce prima del termine previsto di 6 settimane a causa di un parto anticipato, alla donna compete l'intero congedo di maternità (28 oppure 37 settimane)
- se il congedo pre-parto si esaurisce prima del termine per altro motivo, le è offerta (le spetta) un congedo di maternità di sole 22 settimane a decorrere dal partoDurante il congedo di maternità alla donna é garantita l´indennitá di malattia. (4-2009)
La donna deve essere ammessa al congedo di maternitá?
Il congedo di maternitá (§ 195 codice del lavoro) è un istituto volto a proteggere la vita e la salute di entrambi, sia quella della madre sia quella del bambino. L´interesse pubblico a questa protezione prevale sull´interesse della donna a voler lavorare o a quello di non godere del congedo di maternitá. Dopo un periodo di congedo di maternitá alla donna non ancora in salute non è permesso proseguire qualsiasi lavoro e e il suo datore di lavoro non può assegnarle il lavoro. Non è possibile derogare mediante il contratto. (4-2009)
Che cos'è il congendo parentale e quanto dura?
Per la continuazione della cura dei figli, la lavoratrice ha diritto, dopo la fine del congedo di maternitá, al congedo parentale. Il datore di lavoro è obbligato, su richiesta della donna, a concedere il congedo parentale nella misura richiesta ma non oltre il compimento dei 3 anni da parte del bambino. Durante il congedo parentale, la donna puo´usufruire delle prestazioni di assistenza sociale. Il congedo parentale spetta anche al padre e cio´ fino al primo anno di etá del bambino. Circa la durata, il congedo parentale avrá una durata non inferiore ad un mese. Secondo la giurisprudenza non deve chiedere il permesso parentale la donna finché il figlio non ha compiuto i tre anni di età, ma può chiedere che detto periodo venga accorciato e poi fare un'ulteriore richiesta di proroga fino ai tre anni del figlio (5-2009)
Una donna, dopo la fine del congedo parentale, deve rientrare al lavoro?
Dopo il periodo di permesso parentale la donna ha diritto a tornare al lavoro ma puo´accordarsi con il datore di lavoro affinché possa prolungare il periodo senza percepire la indennitá salariale. Nel caso in cui dopo il periodo di permesso parentale la donna rientrasse al lavoro senza siffatto accordo (di prolungamento) violerebbe gli obblighi derivanti dai regolamenti pertinenti al suo lavoro. (5-2009)
A quale posto di lavoro la donna deve essere assegnata quando ritorna al lavoro?
Se la donna rientra dopo un congedo di maternitá o parentale, il datore di lavoro la colloca nel suo originario posto di lavoro (a volte si parla di „diritto al posto“). Se non è possibile perché il lavoro originale non esiste piu´, il datore di lavoro la collocherá secondo il contratto di lavoro Naturalmente nulla esclude che datore di lavoro e dipendente possano in qualsiasi momento accordarsi per un cambio della posizione lavorativa atttraverso una modifica del contratto individuale di lavoro.(5-2009)
Orario di lavoro
Cos´é l'orario di lavoro?
L'orario di lavoro è il tempo in cui il lavoratore è obbligato a svolgere il lavoro per il datore di lavoro ed é il periodo in cui il lavoratore mette a disposizione le sue energie lavorative per il datore. L´orario di lavorosi divide in turni. Il turno è una parte dell´ orario settimanale di lavoro che il lavoratore è tenuto a svolgere sulla base di un programma predeterminato.(5-2009)
È possibile organizzare l'orario di lavoro?
Ai sensi dell'articolo 79 del Codice del lavoro l´orario di lavoro é fissato nella Repubblica Ceca su base settimanale. L´orario di lavoro settimanale é fissato in 40 ore.Sono esentati:a) i dipendenti che lavorano nelle miniere per l´estrazione del carbone o di altri minerali, o di materie non minerarie, nelle miniere o nelle stazioni geologiche in quanto l´orario di lavoro settimanale é di 37,5 ore.b) coloro i quali lavorano con sistema su due turni in quanto il regime orario é di 38,75 orec) i lavoratori dipendenti sotto i 18 anni di età in quanto la durata della settimana lavorativa non puo´ superare le 30 ore e la durata di ogni turno non puo´superare le 6 ore al giorno Le sopra citate durate dell'orario di lavoro sono note come durate settimanali del lavoro stabilite (concordate). Quest´obbligatorio orario di lavoro settimanale può essere ridotto, senza modificare i salari, da un contratto collettivo o da regolamento interno.Nel contempo è possibile che il lavoratore e il datore di lavoro si mettano d´accordo per una riduzione dell´orario di lavoro nel contratto di lavoro individuale o in altro tipo di accordo.A tale riduzione dell´orario di lavoro corrisponderá una proporzionata diminuzione della retribuzione.(5-2009)
Il datore di lavoro deve accettare la richiesta del dipendente di ridurre l'orario di lavoro?
Solo previo accordo tra lavoratore e datore di lavoro, é possibile attuare una riduzione del tempo di lavoro.Tuttavia ci sono dei casi particolari nei quali la discrezionalitá del datore di lavoro si riduce, essendo obbligato a concedere la riduzione dell´orario di lavoro. Ci si riferisce a casi del lavoratore o della lavoratrice dipendenti che devono assistere un bambino con età inferiore ai 15 anni,alla lavoratrice gestante oppure al dipendente che dimostra che, in maniera sistematica e per la maggior del tempo, deve dedicarsi all´ assitenza di una persona. Negli altri casi, il datore di l´orario di lavoro non é tenuto a soddisfare le esigenze del dipendente.
(6-2009)
Come puo´ essere ripartito l'orario di lavoro?
Il datore di lavoro ripartisce l´orario di lavoro e cio´ é possibile:
- in modo uniforme (a)- in modo non uniforme (b)- in modo flessibile (c)- attraverso l´istituto denominato conto dell´orario di lavoro (d)(6-2009)
Cosa é la ripartizione uniforme (a) e non uniforme (b) dell´orario di lavoro ?
La ripartizione in modo uniforme (a) dell´orario di lavoro é quel modello in cui in ogni settimana vi è lo stesso numero di ore di lavoro. La lunghezza dei turni, in questo caso, non deve superare le 9 ore. Si tratta dei casi in cui l´orario di lavoro é ripartito su 5 giorni lavorativi a settimana.
Tutti i turni non devono essere sempre uguali. La lunghezza del turno puo´ essere spesso definita talché il lunedi si lavora 9 ore , da martedì fino a Giovedi 8 ore, e il venerdì 7 ore, ripetendosi questo modello ogni settimana.
Invece quando sussite la ripartizione in modo non uniforme (b) dell´orario di lavoro, l´orario di lavoro nella singola settimana varia. In media, tuttavia, nel periodo stabilito (di solito 26 settimane) non é permesso superare l´orario di lavoro settimanale determinato. Solo mediante la contrattazione collettiva, questo periodo può essere prorogato fino a 52 settimane.
La durata del turno nel sistema non uniforme dell´orario di lavoro non può superare le 12 ore. (6-2009)
Cosa significa orario di lavoro flessibile (c)?
Il datore di lavoro stabilisce nell´orario di lavoro flessibile in quale parte della giornata, per i singoli giorni di lavoro, il dipendente deve essere presente sul posto di lavoro (c.d. orario di lavoro base). Prima e dopo l´orario di lavoro base, si colloca un orario di lavoro facoltativo nel quale il lavoratore decide liberamente se lavorare o meno.
L´orario di lavoro flessibile si puo´usare sia nella ripartizione di lavoro uniforme sia nella ripartizione di lavoro non uniforme. (6-2009)
Che cosa é la banca ore?
La banca ore è un nuovo istituto giuridico e si tratta di una modalitá inerente la ripartizione in modo non uniforme dell´orario di lavoro. Nel corso del funzionamento della banche ore, la lunghezza dei turni non puo´eccedere le 12 ore.
L'adozione della banca ore permette al datore di lavoro di assegnare il lavoro ai dipendenti secondo le sue necessitá e nello stesso tempo pagare uno stipendio fisso indipendentemente dal periodo concretamente lavorato. La banca ore può essere realizzata solo mediante contratto collettivo o regolamento interno. (7/8 – 2009)
Come stabilire l'inizio e la fine dell´ orario di lavoro?
Tocca al datore di lavoro la determinazione dell´orario di lavoro e l'inizio e la fine di ogni turno e nel far questo deve elaborare un orario di lavoro che non sia in contrasto con le norme inerenti la sicurezza sul lavoro (a tutela anche della salute del lavoratore). Delle altre circostanze (accessibilitá al luogo lavoro, esistenza di trasporti pubblici per l´accesso al luogo di lavoro,ecc) il datore di lavoro può tenerne conto in sede di elaborazione dell´orario di lavoro, ma non è un suo obbligo giuridico. (7/8 – 2009)
Cosa é il pracovní režim (regime di lavoro) e quanto puo´essere lungo un turno?
Il pracovní režim è un metodo di divisione del lavoro a turni. Essa può essere a uno, a due, A tre turni, o continuato. La condizione base che accumuna tutti i modelli e che i dipendenti ruotano regolarmente sui turni. La lunghezza massima della durata di un turno é determinata nel codice del lavoro e varia a seconda che il lavoratore svolga la propria attivitá nell´orario di lavoro in modo uniforme (a) oppure in modo non uniforme (b) Nel primo caso (a) il turno non deve superare la durata di 9 ore. Se il dipendente e il datore di lavoro si impegnano a una modifica della lunghezza delle ore di lavoro, il turno non deve comunque superare le 12 ore a turno. Nel secondo caso (b) il turno lavoro non deve superare la lunghezza di 12 ore.(7/8 – 2009)
Patto di non concorrenza
Patto di prova
Preavviso
Privacy
Retribuzione
Come si determina l´ammontare della retribuzione?
La retribuzione si determina in base al contratto collettivo, al contratto individuale di lavoro o attraverso altra pattuizione. Se la retribuzione non é determinata, il datore di lavoro la determina attraverso regolamenti interni oppure regolamenti salariali.
Contestualmente alla determinazione dell´importo della retribuzione, é necessario tenere a mente che per lo stesso lavoro o per un lavoro di equivalente valore, spetta, ai dipendenti che lavorano presso lo stesso datore di lavoro, la stessa retribuzione (9 – 2009).
Quali sono le forme principali di retribuzione?
La forma della retribuzione viene determinata principalmente dal datore di lavoro.Distinguiamo quattro tipi fondamentali di forme retributive:
- a tempo: il lavoratore é retribuito per il periodo di tempo in cui lavora pertanto la retribuzione puo´essere a base oraria o mensile.
- a cottimo: il lavoratore é retribuito in base alla quantita del lavoro prestato.- attraverso una partecipazione: l´importo della retribuzione é data da una quota (una percentuale) calcolata sul profitto del datore di lavoro
- misto: vi é una combinazione delle forme precedenti e di norma si tratta di una combinazione tra la retribuzione a tempo e la retribuzione attraverso una partecipazioneLe forme retributive di cui sopra si riferiscono alle compenenti fisse del salario. In aggiunta, é possibile riconoscere al dipendente delle componenti variabili che dovrebbero esprimere un beneficio personale.
In alcuni casi, il datore di lavoro può (a volte deve) fornire ai dipendenti anche ulteriori voci retributive come, per esempio, le indennitá (per chi é capo-ufficio, per chi lavora in ambienti nocivi, per il lavoro notturno, festivo, straordinario), i premi e i bonus di produzione.I nomi di queste componenti sono molto diverse e di solito variano a seconda dello scopo che il datore di lavoro si prefigge attraverso la loro erogazione.
(9 – 2009)
Che cosa é la retribuzione minima?
La retribuzione minima é la piu´ bassa retribuzione permessa nei rapporti giuridici in tema di lavoro. Tale importo é stato determinato dal Governo con decreto numero 567/2006 recante disposizioni in materia di „salario minimo, livelli salariali minimi garantiti, definizione di ambiente di lavoro insalubre e importo del premio da pagare per il lavoro svolto in ambiente insalubre“.
Nel caso in cui il salario, lo stipendio o retribuzione non superino il salario minimo, il datore di lavoro deve dare ai dipendenti un supplemento per il raggiungimento dell´importo appropriato.
(9 – 2009)
Quando sorge il diritto al pagamento della retribuzione ?
La retribuzione é esigibile dopo la prestazione lavorativa e cioé non piu´tardi del mese successivo a quello nel quale il diritto alla retribuzione é sorto in favore del lavoratore (es. la retribuzione di giugno va pagata entro la fine di luglio). In pratica il termine di pagamento é di un mese. Tale termine puo´essere accorciato previo accordo con i sindacati ma non puo´ essere allungato.(09 – 2009)
Il dipendente puo´esigere il pagamento anche fuori dai termini di pagamento?
Il dipendente ha diritto al pagamento della retribuzione principalmente nel termine prescritto . Fuori da questo termine, il datore di lavoro é obbligato a pagare la retribuzione al lavoratore:
- prima dell´inizio delle vacanze, se il termine di pagamento cade nel corso delle suddette vacanze
- al termine del rapporto di lavoro, se questo si conclude
(09 – 2009)
Il datore di lavoro deve consegnare al dipendente la busta paga ?
Si. Durante il mese di conteggio della retribuzione il datore di lavoro é obbligato a rilasciare al dipendente un documento scritto contenente i dati delle singole voci retributive (busta paga).
(09 – 2009)
Quando é possibile pagare al retribuzione ad un terzo anziché al dipendente?
La retribuzione é un adempimento personale, il datore di lavoro é obbligato e legittimato a pagarla unicamente al dipendente. Ad altre persone (compreso il coniuge) puo´essere pagata la retribuzione solo:
- in base ad una mandato scritto
- in base ad una decisione del giudice
- in caso di morte del dipendente, quando il datore di lavoro paga i figli, la moglie i parenti sempre che al momento del decesso vivessero con il dipendente
- agli eredi, se la retribuzione é oggetto dell´ereditá
(09 – 2009)
In che termini é possibile il pagamento della retribuzione in natura?
Il datore di lavoro puo´ accordarsi con il dipendente affinché la retribuzione sia pagata in natura. Posso essere utilizzati prodotti o servizi come retribuzione in natura.
Non é permesso l´utilizzo di liquori, tabacchi e altri prodotti che portano alla dipendenza.
Il datore di lavoro è obbligato a pagare i salari dei lavoratori in contanti fino alla quota di retirbuzione pari al livello minimo del salario garantito (c.d minimo sindacale).
Il dipendente riceve quindi il salario in una duplice forma: una parte corrispondente alla retribuzione minima garantita. la quale viene pagata in contanti. ed il resto in natura.
(10 – 2009)
Il dipendente deve firmare la busta paga anche se non é d´accordo con il suo contenuto?
La firma del dipendente sulla busta paga è giuridicamente una ricevuta relativa al fatto di avere ricevuto la retribuzione. La firma non significa che il lavoratore é d´accordo circa il contenuto (ammontare) della retribuzione. Se il dipendente noterá eventuali errori nel calcolo della retribuzione potra´ contattare il responsabile del personale o altri addetti al fine di contestare eventuali mancanze o, appunto, errori.
Il lavoratore è tenuto a dare al datore di lavoro, su sua richiesta scritta, la conferma che lo stipendio è stato ricevuto – il datore di lavoro puo´quindi richiedere la firma delle buste paga. Se il dipendente si rifiuta di apporre la firma, il datore di lavoro non deve pagare al lavoratore la retribuzione.
(09 – 2009)
Il datore di lavoro puo´togliere dalla retribuzione alcune voci e a quali condizioni?
Si, é possibile in questi casi:
a) nelle ipotesi fissate tassativamente dalla legge (codice del lavoro o altre leggi)
b) in base ad un accordo circa le trattenute sulla retribuzione oppure per il soddisfacimento di obbligazioni contratte dal dipendente
c) per il pagamento della quota del lavoratore, quota di adesione all´organizzazione sindacale di appartenenza
Accanto alle ipotesi di cui sopra, contemplate nel codice del lavoro, c´é quella prevista dal codice civile. Esso prevede che, a garanzia del soddisfacimento dei crediti, é possibile un accordo tra creditore e debitore circa le trattenute da operare sulla retribuzione.
Contro il pagamento della retribuzione, il creditore puo´opporre al datore di lavoro l´accordo stipulato.
(09 – 2009)
In quali casi la legge stabilisce le trattenute sulla retribuzione?
Il datore di lavoro deve trattenere le tasse sui redditi da lavoro dipendente delle persone fisiche, il premio assicurativo per la sicurezza sociale, il controbuto per la politica statale di occupazione, il premio per l´assicurazione sanitaria.
Il datore di lavoro deve anche operare tutte quelle trattenute che gli sono ordinate dal tribunale, dall´ufficiale giudiziario o da altri organismi statali.
E´possibile anche garantire un credito al datore di lavoro mediante un accordo sulle trattenute della retribuzione ma l´importo della trattenuta é in questo caso limitata. L´accordo per essere valido deve rivestire la forma scritta.
Una trattenuta sulla retribuzione del lavoratore per il risarcimento di danni procurati dal medeismo, é possibile solo sulla base di un accordo con il dipendente.
(09 – 2009)
Quali voci non é possibile trattenere sulla retribuzione ?
Il metodo di calcolo delle trattenute sul salario é disciplinato dal decreto n. 595/2006. Questo decreto stabilisce in maniera relativamente complessa che la parte che non é trattenibile/sequestrabile/pignorabile è pari ai 2/3 dell'importo minimo di sussistenza per una singola persona e non sono altresi trattenibili/sequestabili/pignorabili i costi fissati per legge degli alloggi per una persona, cosí come é stabilito nella legge 177/1995 recante norme circa il sostegno sociale statale. Non é trattenibile/sequestabile/pignorabile ¼ della retribuzione per ogni persona verso la quale il dipendente é obbligato a pagare gli alimenti. Per il marito dell´obbligato si computa ¼ della somma impignorabile. Per il figlio, mantenuto congiuntamente dai coniugi, si computa la stessa frazione per ciascun genitore. L´importo, al di sopra del quale lo stipendio residuo puo´essere attaccato senza limiti, si ottiene calcolando le somme vitali minime per l´individuo con le somme dei carichi normativi per l´abitazione di una persona.
(11 – 2009)
Rinunce e transazioni
Risarcimento danni
Sanzioni disciplinari
Sicurezza del lavoro
Sindacato
Cos´ é e come nasce una organizzazione sindacale?
Il sindacato è un'associazione volontaria di lavoratori che si associano per la difesa dei loro interessi sociali ed economici. I sindacati sono autorizzati ad agire nei rapporti di lavoro, comprese le relazioni industriali, la contrattazione collettiva, alle condizioni previste dalla legge o dal contratto collettivo.
I sindacati nascono in maniera indipendente rispetto allo Stato. Quest´ultimo non può limitare la loro attività e in nessun modo puo´ interferire con essa. Secondo la legge n. 83/1990 è sufficiente per fondare un sindacato, la presenza di tre persone che abbiano tale finalitá, di cui almeno una abbia la maggiore etá (18 anni) e abbia la capacitá di agire. Queste persone elaborano un progetto di statuto e comunicano la fondazione del sindacato al Ministero degli Interni. Il Ministero iscrive il sindacato nell´elenco delle associazioni e il giorno successivo alla notifica della comunicazione dell´iscrizione, l´organizzazione sindacale puo´dirsi fondata. Presso ogni datore di lavoro può agire un numero indefinito di organizzazioni sindacali. Il datore di lavoro non puo´intervenire in merito alla nascita o estinzione di una organizzazione sindacale
I dipendenti non possono avere conseguenze negative per il fatto di essere o di non essere membri di un sindacato. Ogni sindacato attraverso lo statuto e i suoi regolamenti risolve le proprio questioni interne relativa al suo funzionamento e alle sue attivitá.
(12-2009)
Quali diritti hanno le organizzazioni sindacali nei rapporti di lavoro?
I diritti delle organizzazioni sindacali sono compresi nel codice del lavoro.Per semplificare, hanno diritto alle informazioni sulla situazione economica del datore di lavoro, alle informazioni sulle fondamentali problematiche attinenti le condizioni di lavoro e la sicurezza dei luoghi di lavoro. Hanno diritto a trattare circa le previsioni di sviluppo del datore di lavoro,a controllare il rispetto delle normative in tema di lavoro da parte del datore di lavoro, in particolare in tema di sicurezza sul lavoro e tutela della salute. Infine hanno diritto di contrattare e di firmare i contratti collettivi con il datore di lavoro.
(12-2009)
Cosa é il contratto collettivo?
Il contratto collettivo é il contratto concluso tra il datore di lavoro e una o piu´organizzazioni sindacali presenti presso il medesimo (c.d. contratto collettivo aziendale). Accanto a questo, esiste anche il contratto collettivo di livello superiore che, invece, é concluso tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le associazioni imprenditoriali
Nei contratti collettivi é possibile regolarizzare le condizioni di lavoro e retributive dei lavoratori e anche modificare in meglio (per il lavoratore) quanto stabilito dalla legge. I diritti sanciti nel contratto collettivo si estendono anche ai lavoratori non sindacalizzati.
La legge 2/1991 stabilisce la procedura per la conclusione di contratti collettivi.
Presso i datori di lavoro dove non opera alcuna associazione sindacale, il datore di lavoro applica ai lavoratori i diritti sanciti dalla legge.
Se presso il datore di lavoro agiscono piu´organizzazioni sindacali, il datore di lavoro contratta con tutte le organizzazioni presenti.
(12-2009)
Trasferimento
(a cura dello studio legale Paroulek Zrůstek Lůdl - www.akpzl.cz)