Ultimo giorno di Assemblea Plenaria per il Cgie, riunito alla Farnesina da mercoledì scorso, 2 dicembre. Un consiglio che, dopo aver dibattuto sulla riforma degli organismi di rappresentanza, sulla quale tra l’altro verrà sentito oggi pomeriggio in Senato dal Comitato ristretto della Commissione Esteri, oggi ha discusso sulla ristrutturazione consolare avviata dal Ministero secondo le linee esposte dal sottosegretario Mantica nel giugno scorso alla presenza del ministro Zuppetti (Dgiepm), dall’onorevole Fabio Porta (Pd) e, a fine seduta, dall’ex ministro Tremaglia. A riassumere i passi compiuti e quelli che lo saranno a breve, rassicurando al tempo stesso il Consiglio della buona fede e della validità di tutta l’operazione, è stato questa mattina Giacomo Sanfelice, Direttore Generale per le risorse umane e l'organizzazione del Mae, che ha esordito ricordando le ultime missioni di Mantica a Berlino e Bruxelles, richiamato l’attenzione del Ministero sulle nuove tecnologie (Sifc – consolato generale) e assicurato che obiettivo dell’Amministrazione è quello di migliorare i servizi tenendo conto delle esigenze dei connazionali, che ne sono gli utenti.
"Il processo di razionalizzazione – ha sostenuto – va visto nel quadro della riflessione complessiva sul miglioramento dei servizi e sul mantenimento della sostenibilità complessiva della rete, con un occhio alle risorse".
Dunque consolato digitale per tutti, "entro il 2011", e i cosiddetti "Totem", cioè postazioni mobili che forniranno servizi da ubicare pressi sportelli consolari, Istituti Italiani di Cultura o sedi messe a disposizione dalle autorità locali. In quest’ottica, ha spiegato Sanfelice, "il Consolato generale fungerà da hub, da collegamento con tutti questi terminali periferici".
Le risorse così risparmiate "saranno reinvestite nella rete consolare stessa", sia per "rafforzare le sedi riceventi", cioè i Consolati che non chiuderanno e sui verranno "dirottati" gli iscritti all’Aire delle sedi chiuse, sia "assicurando il mantenimento del posto di lavoro ai dipendenti, di ruolo e a contratto, impiegati in queste ultime". Allo stesso tempo, la Farnesina sarà chiamata ad "aprire sedi in quelle parti del mondo dove ancora non c’è una nostra presenza diplomatica" e a "fare fronte agli impegni presi in sede europea", come ad esempio fornire personale al Servizio Europeo




